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LA BELLA E LA BESTIA E L'ALLEGORIA DELL'UMANITÀ


La storia riproposta nel film del 2017 diretto da Bill Condon e interpretato da Emma Watson, è conosciuta. Una giovane intelligente e colta popolana di uno sperduto villaggio francese rimane prigioniera di un principe dalle sembianze mostruose.

Scopre che il suo animo, in fondo, è buono e se ne innamora, ponendo fine alla maledizione che gravava su di lui e il suo castello.

Una delle locandine del film con tutti i personaggi
La simbologia della vicenda nella pellicola di Bill Condon non si discosta di una virgola dall'originale e ne riprende la ricca simbologia.

La Bestia è simbolo dell'Uomo abbrutito dall'avidità, dalla ricchezza e dal potere, al punto da diventare metaforicamente un mostro.

La Bestia, simbolo dell'Uomo abbrutito
Bella è la personificazione della cultura e della cortesia frutto dell'istruzione, oltre che dell'amore disinteressato e scevro da preconcetti.

Bella, personificazione della cultura
Il padre di Bella è simbolo dell'ingegnosità.

Il padre di Bella, simbolo dell'ingegnosità
Gaston, icona del damerino vanitoso, è simbolo della vacuità di quanti non formano la propria personalità con la cultura, amandola e sforzandosi di conquistarla, ma volendo farla propria con l'imbroglio e la forza.

Gaston, simbolo della vacuità
I vari oggetti animati sono prosopopee delle persone cui si riferiscono, a come erano prima del maleficio.

Il villaggio è metafora del mondo, che spesso non vede di buon occhio chi ama lo studio e la cultura ed eccelle per i propri meriti intellettuali, considerandolo strano.

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Alla fine della vicenda, Bestia, redento grazie all'amore per Bella e riamato da lei, accede alla dimensione pienamente umana. La Cultura lo salva, lo civilizza, lo umanizza, l'amore lo redime.

Una chiara allegoria all'umanità che ritrova se stessa grazia all'amore, alla bellezza e al sapere.




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