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IL CARNEVALE DI ARLECCHINO DI MIRÓ E LE ICONE STILIZZATE


Mille piccoli oggetti ballano in una stanza, in una atmosfera giocosa e rilassante nell'opera "Il Carnevale di Arlecchino" di Joan Miró, dipinta nel 1925.

Si tratta di diavoletti infantili, oggetti strani, piccoli giocattoli fantastici, strani esserini alati che escono da dadi da gioco, chitarre e gatti, pesci e mappamondi, in un vorticare allegro e scanzonato, in una accumulazione gioiosa.

Niente rimanda ad Arlecchino, che dà il titolo all'opera, ma tutto il dipinto è sua icona stilizzata, fatto di colori e forme diverse, come il suo abito carnascialesco.

L'opera stessa è metafora del Carnevale, della sua allegria, della sua gioia scanzonata.

In tale "bailamme" di luci e suoni, si riconoscono una serie di simboli quali ad esempio la scala che rappresenta la fuga dal mondo e l’evasione,  la sfera nera sulla destra del dipinto simboleggia il globo terrestre.

Le icone stilizzate abbondano:
  • gli animali sono quelli che amava e di cui sempre si circondava, il gatto colorato, ad esempio, è un omaggio a quello che aveva sempre con sé quando dipingeva
Alcuni animali che giocano nel dipinto di Miró
  • il triangolo che appare dalla finestra evoca la Tour Eiffel e Parigi dove risiedeva in quegli anni
L'icona stilizzata della Tour Eiffel nel riquadro della finestra
  • l'uomo seduto che fuma la pipa, al centro della composizione
  • la chitarra che anima la scena, e che inoltre è simbolo della musica e dell'allegria.
L'uomo che fume la pipa e la donna che suona la chitarra
Sembra quasi di percepire la musica che allieta la scena, in una serena giornata parigina, piena di buonumore e di amici, umani e no.

Si canta, si suona, si fa arte, si vive.

Ecco il suggestivo video su Ars Europa Channel. Buona visione!



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