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LA MELA REINTEGRATA DI PISTOLETTO NELLA SOCIETA' DISINTEGRATA


Un'opera suggestiva e semioticamente densa di significazione e interpretazione, la "Mela Reintegrata" di Michelangelo Pistoletto, arrivata a Milano in occasione dell'Expo e che si trova da oggi nella sua collocazione definitiva davanti alla Stazione Centrale.

Si tratta di una citazione, innanzitutto, riferita alla mela del Paradiso terrestre, simbolo del passaggio dalla prima fase aurea dell'Uomo a quella degenerata dalla Caduta, e al marchio della Apple, simbolo della seconda fase umana, il passaggio dall'Homo Analogicus all'Homo Digitalis.

L'opera è ovviamente icona del frutto, prima morsicato e quindi privo della sua originaria completezza e perfezione, che viene reintegrato dall'Arte, che ricuce lo strappo (ben evidenziato dall'icona del filo che tiene insieme le due parte della mela, unendone i pezzi).

L'opera in sé è quindi simbolo di un ritorno alla natura (originaria dell'Essere Umano, prima che sia troppo tardi) e della Natura che torna completa e purificata, sebbene ferita.

Una presa di posizione molto dura e critica nei confronti dell'era e della "cultura" digitale che ha svilito le caratteristiche cognitive e relazionali dell'Essere Umano, anziché, come promesso, elevarle, segmentizzando i suoi interessi, le sue relazioni "liquide" divenute solo connessioni e le sue capacità espressive.

L'opera vuole essere quindi allegoria di una sorta di Redenzione dell'Uomo, non confessionale, escatologica, ma artistica.

La morale, implicita, è dunque, "la Bellezza ci salverà". 

Speriamo.

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