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Zabriskie Point, Michelangelo Antonioni e l'esplosione dell'attuale sistema di valori

Zabriskie Point è un film del 1970 diretto da Michelangelo Antonioni.

Si tratta di una storia nata per accostamento con vari episodi modulari, che per inferenza fanno generare allo spettatore un senso compiuto che di per sè, linearmente, il film non avrebbe. E' in effetti una sorta di polisindeto visivo in cui vari episodi tra loro apparentemente distanti vengono accostati senza effettivi legami semantici.

Metafora della vita dei giovani ribelli degli anni '60/'70, il film è allegoria della ribellione al sistema capitalistico americano, percepito come
ingiusto, alienante, disumanizzante.

Il fulcro della vicenda si svolge a Zabriskie Point, nella Valle della Morte, nome dall'efficacia evocativa e metaforica, in cui i due giovani si baciano e fanno l'amore.

I due giovani, nella scena in cui appaiono, come nate dalle pietre del deserto, innumerevoli altre coppie nude impegnate nella medesima occupazione, ne sono la sineddoche, una parte per il tutto, intendendo con la tale scena di sesso collettiva (ma non orgiastica), la successione temporale di tutti quanti coloro, in ogni tempo, hanno utilizzato quel luogo deserto e di morte per fare l'amore: un'antitesi visiva fra eros/thanatos, amore e morte di indubbia efficacia.

Alla fine del film il giovane viene ucciso dalla polizia. Essendo lui prosopopea della ribellione e desiderio di uscire dagli schemi precostituiti di una società finta e basata solo su denaro, consumo e apparenze, lo scontro con le forze dell'ordine è allegoria dell'eterna battaglia fra nuovo e vecchio, fra status quo dei potenti e voglia di cambiamento di tutti gli altri.

La scena finale in cui nell'immaginazione della ragazza che aveva amato il protagonista la lussuosa villa nel deserto (metafora della contaminazione della purezza della natura da parte dell'artificialità inquinate dell'Uomo) esplode facendo vedere al rallentatore saltare in aria in mille pezzi suppellettili, librerie, vestiti, elettrodomestici, cibarie e altri beni di consumo, presentati agli occhi dello spettatore per accumulazione, è metafora dell'esplosione del sistema economico capitalistico e delle sue storture, disumane e disumanizzanti.

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