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L'Europa, Kubrick, Barbara Spinelli, Eyes wide shut, Gramsci e Mahatma

Come al solito Barbara Spinelli con i suoi articoli intelligenti, colti e interessanti arriva al nocciolo del problema, conducendo metaforicamente per mano il lettore a una conclusione ovvia e lampante, ma non prima di aver ragionato.

Usando la similitudine con il film di Kubrick Eyes wide shut, a occhi sbarrati, Spinelli presenta l'Europa così come oggi appare: spaventata e incapace di vedere, di guardare.

Con un'antitesi disvela che l'Europa presentata come un'utopia, come un sogno, è invece ormai una realtà e non se ne è ancora accorta.

Solo prendendo coscienza di se stessa, concretizzando e istituzionalizzando ciò che già è con un Parlamento sovranazionale e leggi comuni, si salverà.

Scrive che si assiste a "l'esaurirsi dei classici Stati nazione. La loro sovranità assoluta, codificata nel trattato di
Westphalia nel 1648, s'è tramutata in ipostasi, quando in realtà non è stata che una parentesi storica"

Parla del paradosso che esiste oggi nel mondo creato dai Paesi "ricchi" ufficialmente ma indebitati sino al collo: "Non è più tollerato che una minoranza di industrializzati perpetui tramite l'indebitamento il dominio sui mercati", perché nuove potenze economiche (i BRICS: Brasile, Russia, India, Cina, Sud-Africa) non lo permettono più e vogliono la loro parte, spettante di diritto in quanto produttori nel pianeta.

Parla dell'utopia vera che oggi viviamo che "Sta nella perpetuazione di sovranità nazionali fittizie: tenute in semi-vita da simulacri di poteri e da cittadini disinformati"

Non accetta il chiasmo di Gramsci che parla "dell'ottimismo della volontà contro il pessimismo della ragione", preferendo la litote di Pessoa: "Tutto vale la pena, se l'anima non è piccola".

Ora resta solo da vedere se l'Europa sarà Mahatma oppure no.

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