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Il suicidio a Civitanova Marche: la disperazione e la ricetta della dignità

Oggi, a Civitanova, nelle Marche, marito e moglie si sono suicidati a causa di difficoltà economiche e poco dopo anche il fratello di lei ha deciso di farla finita gettandosi in mare.

Una tragedia dolorosa e angosciante, ma forse non meno del commento che ha fatto il sindaco di Civitanova Marche Tommaso Claudio Corvatta, a capo di una coalizione di centro sinistra:

"Hanno preferito scomparire piuttosto che chiedere aiuto, dimostrando una dignità estrema nella tragedia: in altri luoghi la disperazione avrebbe portato a atti di criminalità"

L'implicazione è chiarissima: siete disperati, non avete più denaro per vivere e per andare avanti? Se volete
essere persone degne dovete ammazzarvi.

Cosa è più degno e socialmente utile se stai per morire di fame? Hai due possibilità, rubare o suicidarti, scegli.

Il sindaco di Civitanova pare non avere dubbi indicando la ricetta ai suoi concittadini in difficoltà estrema.

Nessuno, ma proprio nessuno tra gli esponenti delle Istituzioni indica la strada della crescita, dell'abbattimento delle tasse, della guerra alla povertà.

L'unica guerra praticata è quella ai cittadini, per farli diventare poveri. Se poi decidono di togliere da soli il disturbo, pazienza.

Questo almeno quanto si inferisce dal discorso di Tommaso Claudio Corvatta.

Che dignità c'è nel suicidarsi per la disperazione per i debiti e la miseria che avanza?

2 commenti:

Anonimo ha detto...

Chi odia i poveri li sterminerebbe, ma oggi ha capito che può anche non farlo e limitarsi ad ignorarli, perché tanto si sterminano da soli. (Carlo Di Stanislao)

Anonimo ha detto...

Le istituzioni locali se ne sbattono altamente, i problemi li conoscono bene (sono di Civitanova). Si puo' spendere tranquillamente per mettere un lampione ogni 5 metri, ma quando si parla di problematiche sociali cadono tutti dalle nuvole. I dirigenti e gli impiegati sono delle persone abiette, moralmente perverse.