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GLI AMBASCIATORI DI HOLBEIN E LA CADUCITÁ DELLE COSE UMANE



Gli Ambasciatori è un dipinto a olio su tavola di Hans Holbein il Giovane, databile al 1533 e conservato nella National Gallery di Londra.

L'opera fu dipinta per celebrare la visita del vescovo di Lavaur accreditato presso la Santa Sede e poi ambasciatore a Venezia, Georges de Selve, ritratto sulla destra,  all'amico Jean de Dinteville, ritratto sulla sinistra, ambasciatore francese a Londra.

Il dipinto è denso di richiami simbolici.

Innanzitutto vediamo la scia informe per terra che altro non è che un teschio, memento mori e simbolo della fugacità delle cose terrene, anche nel loro pieno fulgore e prestigio.



Il teschio, per effetto della deformazione ottica, appare correttamente solo se si è posizionati sul lato destro del dipinto, a qualche metro di distanza. Questo effetto ottico è noto come anamorfosi.

I due giovani ritratti (hanno 29 e 25 anni) sono nel momento più fulgido della loro vita: ricchi, giovani, potenti e famosi, onorati in tutto il mondo civile allora conosciuto.

Le loro vesti sontuose sono simbolo di prestigio e ricchezza e indice delle loro condizioni sociali ed economiche.

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Dietro di loro appaiono le icone di numerosi oggetti quali un globo celeste, quadranti, bussole, astrolabi, meridiane e altri strumenti per la misura del tempo e delle distanze terrestri e celesti, un libro di aritmetica, un compasso da architetto, una squadra, un libro di inni musicali, un grosso liuto, un astuccio con dei flauti.

Tutti gli oggetti sono simboli delle arti liberali e alludono che esse siano praticate dai due uomini.

Il liuto però ha una corda rotta, simbolo di disarmonia, con allusione alle guerre di religione di quegli anni.



Nel libro d'aritmetica si legge chiara la parola "dividirt", allusione alla divisione matematica, ma anche alla divisione civile legata ai conflitti.

Il globo ha l'Europa al centro e vi è segnato Polisy, in Francia, dove il Dinteville aveva il suo castello, indice del luogo ove il quadro è stato dipinto.



Nel dipinto appare un Crocifisso che sta a simboleggiare che nonostante le invenzioni scientifiche, i vestiti sfarzosi, il lusso, la cultura, il benessere e il potere rappresentati in questo dipinto, alla fine tutti sono destinati alla morte e al giudizio e la Croce appare come unica meta attraverso cui si può trovare la salvezza per l'anima.



Il dipinto è quindi allegoria della caducità delle cose umane.

1 commenti:

Unknown ha detto...

Ciao complimenti per la descrizione ma secondo me manca di particolari importanti. La scaffalatura rappresenta dei piani metafisici. Il primo piano in alto rappresenta l'universo e i sistemi che l'uomo ha inventato per studiarlo. Il tappeto dove si poggiano gli strumenti non a caso è un tappeto persiano. Veniva usato fino dai primordi della tribù per connettersi al divino allo spirituale. Ancora i musulmani pregano sopra ad un tappetto per collegarsi al divino. Quindi l'universo e il divino sono collegati e diventano un tutto uno. Il secondo ripiano partendo sempre dell'alto è il piano metafisico della materia, rappresentato infatti dal globo terrestre e come hai detto tu il liuto con la corda spezzata rappresenta la discordia che è intrinseca nell'essere umano. Tutti e dico quasi tutti non notate il liuto che è sotto all'ultimo ripiano. Caso strano è all'opposto dell'altro e scuro rivolto verso il basso, si potrebbe assimilare al livello del subconscio interiore umano non chè al nigredo alchemico contrapposto all'altro liuto che in questo caso sarebbe l'albedo. Il cristo che si trova alle spalle simboleggia l'unto colui che tramite una via iniziatica è arrivato all'illuminazione. Mentre il teschio amorfico in contrapposizione al cristo rappresenta la morte materica (verso una rinascita spirituale appunto il cristo in contrapposizione) non a caso si trova nella parte bassa della scaffalatura. Chiaramente la mia è una lettura esoterica del quadro, quello che l'artista secondo me voleva comunicare. un saluto