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Concita de Gregorio e il gioco da uomini per la Presidenza della Repubblica

Vi è una gran fibrillazione in relazione all'elezione del nuovo Presidente della Repubblica. Chi sarà? Sarà uomo o donna?

Concita del Gregorio scrive che l'elezione alla presidenza della Repubblica è sempre stato un gioco da uomini e riporta la frase di uno dei grandi elettori: "In fondo le donne non sono adatte al potere. Sono pratiche, invece il potere è un gioco tutto astratto. È obliquo, le donne sono dirette".

Pare ci sia quasi un'antitesi fra i concetti di uomo e donna, che sono invece collegati dal concetto di complementarietà.

Quindi l'articolo inizia con l'implicazione che per una donna in quanto donna, non sarà possibile mai accedere alla massima carica dello Stato e ciò è ingiusto.

Ci pare che tale implicazione nasconda la suo interno una presupposizione sbagliata, ovvero il fatto che in quanto donna un individuo dovrebbe essere agevolato ad ottenere un particolare incarico.

Il fatto di essere donne non può essere automaticamente un diritto ad ottenere qualcosa.

Il fatto di essere donne non è condizione sufficiente per ottenere incarichi, come non lo è il fatto di avere 50
anni, di essere biondo o bruno, alto o grasso, lombardo o siciliano.

Sono altri i motivi.

Occorre una persona capace, colta, intelligente, determinata e capace di mediare. Se poi questa persona è alta o bassa, bionda o bruna, magra o grassa, uomo o donna è ininfluente.

In Italia ci sono migliaia, centinaia di migliaia di donne preparate, capaci, colte. Ciò è fuor di dubbio.

Capacissime ad assumere una carica come quella di Capo dello Stato.

Ma ci sono anche centinaia di migliaia di uomini con le medesime caratteristiche.

Il problema non è il genere di appartenenza, non può e non deve essere quello.

Fra questo gruppo di persone, con caratteristiche fisiche e psicologiche differenti, con tipologie di studi differenti, con esperienze professionali, politiche, umane differenti, chi è il più adatto a ricoprire, in questo difficile momento storico per il Paese un incarico così prestigioso ma anche così oneroso, delicato ed essenziale per il benessere di un intero popolo?

Tutto il resto sono vuote parole.

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