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Vito Crimi, Beppe Grillo, il Movimento Cinque Stelle e l'ideologia del turpiloquio

Nel linguaggio comune, il turpiloquio è un modo di parlare volgare, offensivo e irriverente, utilizzato per mostrare disappunto verso qualcosa o qualcuno. Può consistere nell'utilizzo di imprecazioni, parolacce e bestemmie, usate anche come intercalare.

Dopo gli ormai celeberrimi "vaffanculo" di Grillo, i “noi finora non abbiamo fatto un cazzo, abbiamo solo votato per scegliere cariche”, "i giornalisti e le tv li sto rifiutando tutti perché mi stanno veramente sul cazzo, è una cosa...cercano solo il gossip" di Vito Crimi abbiamo avuto “Fiducia a Bersani? No, anche se nel governo ci mettesse la Madonna…Se quelli del Cinque Stelle danno la fiducia a un governo col Pd io mi taglio i coglioni. Me ne vado dal movimento, non mi riconoscerei più” di Paolo Becchi, professore all'Università di Genova molto vicino al M5S, a La
Zanzara su Radio24.

E' evidente che esiste un preciso lessico nel Movimento Cinque Stelle, un lessico triviale, arrogante, sgarbato, che li contraddistingue.

Come se, usare il turpiloquio, significasse essere più attenti ai bisogni di tutti, mentre il linguaggio elegante e forbito nascondesse invece insidie e nefandezze.

Questa mossa comunicativa intende appunto connotare gli esponenti del movimento, come "gente del popolo", che fa della trivialità, della ignoranza, del turpiloquio, una bandiera.

Il Movimento che vorrebbe cambiare la storia dell'Italia, intende farlo dal basso, ma pare non per elevare, ma per parlare alle pance degli italiani, con un populismo allarmante e come al solito pericoloso e che spinge sempre più verso il basso il livello sociale.

Tutti uguali, tutti cafoni, tutti ignoranti, tutti maleducati pare il grido di battaglia di Grillo a quanti lo accolgono con sollievo, riconoscendosi nel linguaggio e negli atteggiamenti e quindi con lo spirito giusto anche per accettarne le idee, ancora prima di comprenderle effettivamente.

Viene da pensare quindi al valore che i "pentastellati" daranno alla cultura, alla divulgazione della lingua italiana, all'arte in tutte le sue forme.

La connotazione triviale che M5S ha voluto assumere pare nasconda una implicazione, quindi.

Se è vero come diceva De Sanctis, che la forma va sempre a braccetto con il contenuto, non ci attendono, anche a noi che non siamo parte della casta e dei corrotti, ma che amiamo una lingua pulita ed elegante, tempi rosei.

1 commenti:

nimrod ha detto...

Condivido pienamente il post!
L'analisi del M5S è azzeccata e corretta.
Anche se con certe persone è fiato sprecato vale sempre la pena di puntualizzare il punto di vista.