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I SIMBOLI DELLA QUARESIMA


In Quaresima e come spesso avviene nell'ambito delle celebrazioni religiose, le istituzioni cattoliche tendono a comunicare con i fedeli attraverso un ampio utilizzo di simboli.

Secondo il rito cattolico la liturgia prevede l'utilizzo di paramenti viola. Questo colore simboleggia il periodo di penitenza che precede la Pasqua, come gli altri colori liturgici rappresentano la gioia (il bianco), la passione (il rosso), la speranza (il verde) e così via, passando dal rosa (breve sosta nel cammino di penitenza), al nero (usato in occasione della commemorazione dei defunti) e via dicendo.

Tale periodo è caratterizzato dall'invito alla conversione a Dio. Sono pratiche tipiche della Quaresima il digiuno ecclesiastico e altre forme di penitenza, la preghiera più intensa e la pratica della carità. È un cammino che prepara alla celebrazione della Pasqua, che è il culmine delle festività cristiane.

Le varie forme di penitenza ricordano e simboleggiano i quaranta giorni trascorsi da Gesù nel deserto dopo il suo battesimo nel Giordano (ambedue simboli di purificazione), prima del suo ministero pubblico. È anche il periodo in cui i catecumeni vivono l'ultima preparazione al loro battesimo.

Le Tentazioni di Gesù nel deserto, mosaico, Venezia, Basilica di San Marco
Interessante è la contrapposizione tra il periodo della Quaresima e il precedente periodo del Carnevale, ben rappresentata dal dipinto di Peter Bruegel il Vecchio "Lotta tra Carnevale e Quaresima", del 1559.

Peter Bruegel il Vecchio "Lotta tra Carnevale e Quaresima", 1559, Kunsthistorisches Museum, Vienna
I personaggi a sinistra sono intenti al mangiare, al bere e alla rappresentazione di scene scanzonate, tipiche del periodo carnevalesco, mentre a destra sono contrapposte scene di sacrifici e sofferenze. Anche l'architettura entra in gioco per identificare i due gruppi: a sinistra si vede infatti un'osteria, mentre a destra è rappresentata una chiesa.

Per comunicare con i fedeli si usavano simboli sin dagli albori della Chiesa: non a caso il pesce era il simbolo più caro ai primi cristiani poiché rappresentava Gesù Cristo (infatti le iniziali in greco del termine "pesce" - iktùs - significavano Gesù Cristo Figlio di Dio Salvatore).

Il pesce, uno dei primi simboli cristiani
L'utilizzo dei simboli, pienamente condivisi dai fedeli, diventava quindi una sorta di codice (segreto all'inizio) attraverso il quale comunicare la propria fede.

Una particolarità: per i credenti l'ostia consacrata non è un simbolo e nemmeno una icona di Gesù, (quindi una rappresentazione) ma è invece una realtà, in quanto per il fedele cristiano, una volta consacrata, l'ostia subisce la transustanziazione, ovvero diviene veramente corpo di Cristo, anche se appare ancora ai sensi come un comune impasto di acqua e farina.


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