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Maurizio Crozza nella puntata del 1 marzo tra paradossi, antitesi, ossimori e stereotipizzazione delle icone nel Paese delle Meraviglie

Nella presentazione su Facebook della puntata del 1 marzo, Crozza afferma, usando un'antitesi fra i concetti di presenza e di assenza: "Senza papa, senza governo… Però Crozza c’è! Nel paese delle meraviglie"

La comicità di Maurizio Crozza a Ballarò e il venerdì nel Paese delle Meraviglie è il più delle volte esilarante, ma anche profonda, commovente, capace di far pensare, indignare e sperare.

Ma come fa a smuovere tante corde dell'animo?

In effetti ognuna della puntate è strutturate in modo encomiabile dal punto di vista semiotico.

Crozza utilizza spesso termini "tecnici" in ambito semiotico: stereotipi, similitudini, ossimori e antitesi rivelando una approfondita capacità di comprensione e conoscenza degli strumenti cognitivi semantici.


Per esempio, le sue caricature dei vari personaggi politici italici sono perfette stereotipizzazioni delle icone. 

Briatore è icona di se stesso e stereotipo dell'imprenditore di successo, Casaleggio è icona e stereotipizzazione del guru (informatico e non), Bersani icona e stereotipo del politico di professione e così via.

Non dimentichiamo cosa è lo stereotipo: una caricatura negativa di alcune caratteristiche positive possedute dai membri di un gruppo, esagerate al punto da diventare detestabili o ridicole.

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