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Le dimissioni di Terzi e i due marò in India. L'accusa di Vincenzo Nigro: come Schettino

Le dimissioni vanno di moda, ultimamente.

A sorpresa il ministro degli Esteri Terzi si è dimesso per il caso marò.

Ha affermato "Non volevo tornassero in India. Salvo l'onorabilità del Paese, in disaccordo con il governo" dando implicitamente la colpa della vicenda a Monti che lo ha ( avrebbe) obbligato prima all'obbedienza e poi al silenzio, almeno sino alle sue esternazioni alla Camera.

Il dubbio degli italiani che tutta questa vicenda sia intrinsecamente connessa all'affare degli F35 si
concretizza sempre più in una certezza.Forse si trattava di una commessa troppo grossa per rinunciarvi e allora (forse) si è pensato bene di utilizzare i due marò come merce di scambio.

Vincenzo Nigro nel suo blog di Repubblica si scaglia senza pietà contro l'ex ministro accostandolo con una similitudine al comandante Schettino, simbolo della codardia, che abbandonò la sua nave nel bel mezzo del naufragio (tra l'altro da lui provocato) e con una metafora scrive del "ministro-Schettino che abbandona la nave-Italia nel momento più buio della storia della Repubblica".

Usa un paradosso "Difficile credere che il tradimento del Ministro degli Esteri si spingesse a tanto: a dimettersi da un governo dimissionario, facendo finta di essere lui quello che voleva essere il salvatore dei marò ma glielo hanno impedito!"

Si serve di una antitesi "Onore al ministro della Difesa Giampaolo Di Paola: il suo comportamento, il disprezzo che si leggeva sul suo volto nel momento in cui Terzi annunciava trucco mediocre delle dimissioni".

Un episodio simbolico di questa nostra povera Italia.

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