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La scelta dei senatori 5 stelle di votare Grasso, il tradimento, l'evoluzione, Beppe Grillo e Eugenio Scalfari

"Se qualcuno si fosse sottratto a questo obbligo, ha mentito agli elettori, spero ne tragga le dovute conseguenze".

Con un tweet che rimanda al suo blog  Beppe Grillo invita alle dimissioni quei senatori del M5S che al Senato non hanno rispettato il "codice di comportamento degli eletti" votando Pietro Grasso alla presidenza del Senato.

"Nella votazione di oggi è mancata la trasparenza. Il voto segreto non ha senso, l'eletto deve rispondere
delle sua azioni ai cittadini con un voto palese.

Se questo è vero in generale, per il Movimento 5 Stelle, che fa della trasparenza uno dei suoi punti cardinali, vale ancora di più. Per questo vorrei che i senatori del M5S dichiarino il loro voto", scrive Beppe Grillo sul suo blog.

In antitesi, Scalfari in un suo articolo su Repubblica.it afferma, in relazione all'elezione di Grasso: "è stata tanto più importante perché resa più solida dall'apporto di dodici voti provenienti dai neo-senatori del Movimento 5Stelle.

Era un fatto atteso da alcuni e del tutto imprevisto da molti altri. Non è la rottura del gruppo grillino ma il segnale di una sua evoluzione che potrebbe rendere costruttivamente utile l'inserimento di quel gruppo nelle istituzioni."

Scalfari ha quindi sottolineato che in questa circostanza i 5 stelle hanno inviato un segno.

Dal punto di vista di Grillo tale segno è stato indice di tradimento degli elettori, per Scalfari indice di evoluzione politica.

In entrambi i casi occorre ragionare sul significato dei termini.

Per Grillo "tradimento degli elettori" è sinonimo di mancata obbedienza allo Statuto liberamente firmato dagli appartenenti al M5S che li impegna alla trasparenza che è venuta a mancare con il voto segreto.

Per Scalfari "evoluzione politica" è sinonimo di essere diventati in grado di usare le regole della democrazia che impongono di votare secondo coscienza e non secondo le indicazioni del movimento, partito o gruppo di appartenenza.

Sia l'uno che l'altro non considerano però che un segno può essere icona, simbolo o indice. Anche contemporaneamente.

Così il "tradimento degli elettori" di Grillo può essere anche simbolo di autonomia critica di ciascun senatore e di evidenziazione del principio "uno vale uno" tanto spesso invocato da Grillo stesso, elemento base della concezione 5 stelle della democrazia.

E' pure vero che "evoluzione politica" di Scalfari può essere anche simbolo di cambiamento dei neoeletti, nel senso di adattamento alle logiche che finora hanno governato la politica italica e che ci hanno portato dove tristemente ci troviamo.

Di segno si tratta, questo è certo. Il futuro ci rivelerà di che tipo, indicativo o simbolico.

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