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La morte di Pietro Mennea e una vita nel segno dell'iperbole

Pietro Paolo Mennea nato a Barletta il 28 giugno 1952 è morto oggi a Roma.

E' stato un atleta, un politico e un avvocato italiano.

Fu olimpionico nel 1980 e detentore del primato mondiale dei 200 metri piani dal 1979 al 1996 con il tempo di 19"72, attuale record europeo.

E' stato l'icona dell'atleta e il simbolo dell'Italia grande, bella e pulita nel mondo.

E' stato un atleta iperbolico, esagerato, sempre pronto a superare non solo i record, ma anche se stesso.

Si è laureato a Bari una prima volta in scienze politiche, poi ha
conseguito anche le lauree in giurisprudenza, scienze dell'educazione motoria e lettere.

Oltre alla carriera sportiva, ha operato come curatore fallimentare e insegnante di educazione fisica, eurodeputato (a Bruxelles dal 1999 al 2004) e commercialista.

Un uomo dalle mille attività, dai mille impegni, dagli innumerevoli interessi.

Ammirevole, come tutta la sua vita, anche la sua specchiata onestà, e filantropia dimostrata molte volte attraverso azioni umanitarie, con la creazione della "Fondazione Pietro Mennea", Onlus con lo scopo primario di carattere filantropico, ossia effettuare donazioni costanti nel tempo ed assistenza sociale ad enti caritatevoli o di ricerca medico-scientifica, associazioni culturali e sportive, attraverso progetti specifici e concreti.

Lo scopo secondario è di carattere culturale, e consiste nel diffondere lo sport ed i suoi valori, nonché promuovere la lotta al doping, che è diventata una triste piaga per lo sport e la nostra società.

Iperbolica anche la sua costante devozione alla signora Manuela Olivieri, sua vedova, alla quale vanno le nostre condoglianze, con cui ha vissuto una storia d'amore, di lavoro e di progetto di vita comune, ammirevole.

Alessandro Diletto

In questo video alcune delle sue imprese sportive:

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