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La diarchia dei papi, Francesco, Benedetto XVI, Celestino V, Bonifacio VIII e Rosario Carello

"Il prossimo Papa chiederà a Ratzinger consigli, sperimentando con questa diarchia dei fatti un embrione di collegialità del papato, che poi certamente evolverà in forme più complesse, come tutti hanno sempre invocato, ma diciamo la verità, non sapevamo nemmeno da dove cominciare."

Così scriveva Rosario Carello, conduttore della trasmissione televisiva della CEI, "A Sua immagine".

Tutti avevano invocato la collegialità del papato e la diarchia di fatto? Tutti chi?

Il papa è "la più alta autorità religiosa riconosciuta nella religione cattolica; secondo il diritto canonico è il vescovo della diocesi di Roma, capo del Collegio dei Cardinali, primate d'Italia, vicario di Cristo e pastore in terra della Chiesa universale, possedendo
anche i titoli di sommo pontefice della Chiesa cattolica, nonché, a seguito dei Patti Lateranensi, sovrano assoluto dello Stato della Città del Vaticano."

Questo secondo il diritto canonico e la religione cristiana cattolica.

Poi, la Storia insegna, è già capitato ad alcune generazioni di credenti di vivere in periodi in cui i papi erano più di uno, ma mai si è trattato di momenti storici sereni e di crescita.

Si è parlato di similitudine con il caso più noto che è quello relativo all'abdicazione di Celestino V, il papa che "fece per viltade il gran rifiuto" di dantesca memoria e permise, lui vivo, l'elezione del terribile Bonifacio VIII nel 1294.

Anche in quel caso si ebbe la "diarchia" dei fatti, anche se, naturalmente Bonifacio comandava e Celestino rimaneva rinchiuso a pregare.

Bonifacio VIII, il cui nome era Benedetto Caetani, fu tra le figure che indussero maggiormente papa Celestino V ad abdicare al soglio pontificio.

Pare che Celestino V udisse nel silenzio della propria stanza la voce di un angelo che, per ordine divino, lo invitava a rigettare la propria nomina pontificia; in realtà, la voce non era di un angelo, bensì del Caetani stesso che successivamente, essendo un profondo conoscitore del diritto canonico, offrì la propria assistenza a Celestino V per trovare le necessarie ragioni legali per abbandonare il soglio pontificio.

Benedetto Caetani fu un personaggio estremamente controverso, che visse in un periodo di transizione. Diversi sono gli storici che lo giudicano un personaggio cinico e dispotico, gran peccatore, avido di ricchezze e di potere.

Altri momenti di diarchia o di triarchia si ritrovarono durante il nefasto periodo degli antipapi, sempre in momenti di transizione e di crisi.

Tra la fine del XIV secolo e l'inizio del XV vi furono numerose elezioni di una serie di papi rivali, con la conseguente nascita di varie linee di successione. Una di esse fu riconosciuta come ufficiale dalla chiesa cattolica, mentre gli eletti appartenenti alle altre furono dichiarati antipapi. Lo scandalo dei pretendenti multipli si aggiunse alle altre richieste di riforma che condusse al Protestantesimo all'inizio del XVI secolo.

Ora almeno dal punto di vista semiotico, ci troviamo di fronte alla figura retorica dell'accumulazione. Ci sono più papi contemporaneamente.

Se è vero che il papa è Vicario di Cristo in Terra, e di Cristo ce n'è uno (per chi ci crede), ci ritroviamo di fronte al paradosso che abbiamo due Vicari di Cristo, quindi due Cristi.

Dato che ciò non è possibile, ne consegue che di Cristo non ve ne è nessuno qui in Terra, almeno nessun Vicario.

A rigor di logica e di comunicazione è un paradosso in termini la compresenza di due Papi in vita sulla terra e poco importa se uno dei due ha rinunciato alla cattedra di Pietro. Egli stesso desidera continuare a mantenere il nome di Papa, sia pure accompagnato dall'aggettivo "emerito".

Una volta sdoganato e fatto assimiliare il concetto di diarchia, si passerà a quello di collegialità di papi sino ad arrivare alla rimozione della figura pontificale per farla sostituire a quella di un "Consiglio di Savi", formato da personalità di diverse confessioni e concezioni del vivere.

Allora sarà finita la Chiesa cattolica.

Ne inizierà un'altra, certo, ma non esisterà più quella nata da Pietro e istituita da Gesù Cristo, che affermò "Tu sei Pietro, e su questa pietra edificherò la mia Chiesa".

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