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Il gregario nella filastrocca di Gianni Rodari e l'Italia odierna

Il termine "gregario" deriva dal latino, dove indicava una persona (o un animale) che stava "in mezzo al gruppo": era una definizione usata anche in ambito militare per indicare i miles, i soldati semplici privi di gradi.

Oggi con il termine gregario si definisce un ciclista professionista, il cui compito all'interno della squadra è aiutare il corridore principale durante le corse. Si tratta in genere di corridori dalle qualità non eccezionali.

In senso metaforico il gregario è una persona non particolarmente brillante o intraprendente, che si unisce a
tanti altri individui simili a lui e normalmente segue senza effettiva capacità critica un leader carismatico (sua antitesi) capace di motivarlo, coinvolgerlo  sedurlo e in nome di tale fascinazione esegue i compiti assegnati allo scopo di far perseguire lo scopo del proprio "uomo del destino".

Tale passività e capacità di eseguire gli ordini senza discutere sono elementi indispensabili ai leader per raggiungere i propri scopi, magari convincendo i gregari che il tutto viene fatto a beneficio comune.

Il gregario è disposto a tutto per il suo leader, anche a smettere di pensare, smettere di agire da essere libero,  buttarsi nel fuoco o anche buttare nel fuoco tutto ciò che il leader intendere distruggere, illuso dal sogno di ricostruire poi tutto " più grande e più bello che pria".

Eccone la metafora attraverso questa filastrocca di Rodari.

Filastrocca del gregario
corridore proletario,
che ai campioni di mestiere
deve far da cameriere,
e sul piatto, senza gloria,
serve loro la vittoria.

(Gianni Rodari, Il gregario)

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