NEWS
Loading...

I silenzi del Papa con Robert Mugabe, presidente dittatore dello Zimbabwe in ''permesso religioso''

Leggiamo su Repubblica che il controverso presidente dello Zimbabwe, Robert Mugabe, ha stretto la mano a papa Francesco.

Robert Mugabe è accusato di aver instaurato un regime dittatoriale nel suo paese.

La controversa politica da lui messa in atto ha portato all'esclusione dello Zimbabwe dal Commonwealth, e allo stesso tempo gli ha procurato la designazione di "persona non grata", uno status che gli nega l'ingresso nell'Unione Europea e negli Stati Uniti tranne per la partecipazione ad eventi organizzati dalle Nazioni Unite e dai suoi organi, oppure per permessi religiosi.

Il Papa ha ascoltato in silenzio, mentre Mugabe si è dilungato, finendo così con il rallentare lo scorrere delle
delegazioni.

Anche il silenzio può comunicare, talvolta più delle parole.

Con silenzio si intende la relativa o assoluta mancanza di suono o rumore; un ambiente che produca suono inferiore ai 20 decibel viene solitamente considerato silenzioso.


In senso figurato, può indicare l'astensione dalla parola o dal dialogo

Il silenzio non è solo la negazione o l'interruzione della comunicazione, ma un mezzo di espressione di pensieri ed emozioni. Tale convinzione risale ai primi retori.

Da Cicerone a Quintiliano, a Seneca si sostiene che un bravo oratore non solo deve saper parlare (persuasivamente), ma anche tacere (efficacemente).

Il silenzio è messaggio.

La scelta di non dire è un atto linguistico.

Esprime a seconda delle circostanze rispetto, ma se accompagnato da altri codici, anche disaccordo.

Papa Francesco sa comunicare sempre, sia quando parla sia quando non lo fa.

Fabio Nascan

0 commenti: