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I gesti di papa Francesco, la comunicazione non verbale e il linguaggio del corpo

Le gestualità di Papa Francesco supera di gran lunga quella dei suoi predecessori.

Infatti, oltre a essere un abile comunicatore attraverso l'utilizzo dei codici linguistici (le sue omelie sono sempre piene di figure retoriche e strutture semionarrative) e con i suoi silenzi (come quello per il dittatore Mugabe), sta dimostrando una particolare abilità nell'utilizzo di altri codici extralinguistici quali i codici gestuali e mimetici, parte della comunicazione non verbale.

La comunicazione non verbale è quella parte della comunicazione che comprende tutti gli aspetti di uno
scambio comunicativo che non riguardano il livello puramente semantico del messaggio, ossia il significato letterale delle parole che compongono il messaggio stesso, ma che riguardano il linguaggio del corpo, ossia la comunicazione non parlata tra persone.

La comunicazione non verbale si divide in quattro gruppi:
  •    paralinguistica ( indica l'insieme dei suoni emessi nella comunicazione verbale)
  •    cinestesica (comprende tutti gli atti comunicativi espressi dai movimenti del corpo.)
  •    prossemica (analizza i messaggi inviati con l’occupazione dello spazio)
  •    aptica (è costituita dai messaggi comunicativi espressi tramite contatto fisico)

Ricordiamo che i codici gestuali studiano il significato del gesti mentre quelli mimetici studiano il significato del movimento dei muscoli facciali e delle espressioni del viso.

Francesco usa le mani per fare ok, per salutare, per inviare baci, per accarezzare, per benedire.

Il suo sguardo mite e insieme allegro e comprensivo abbraccia l'intera piazza e ognuna delle persone che ha di fronte.

I suoi muscoli facciali sono spesso usati per il sorriso.

La sua comunicativa, probabilmente aiutata dalle sue origini latine, simile a quella sud europea come la nostra, è incomparabile. Anche se occorrerà che stia attento all'uso di tale forma di comunicazione, perché la quantità di contatto fisico presente nei rapporti interpersonali fra le persone di cultura sud-europea viene considerata come una violenta forma di invadenza dai popoli nord-europei.

Chiara Ferrari

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