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Monti e Berlusconi incantantore di serpenti



Da pifferaio magico a incantatore di serpenti, sono sempre più colorite le metafore, usate come invettive da Mario Monti per combattere Silvio Berlusconi durante questa campagna elettorale.

Interessante l’implicazione che ne deriva, cioè che gli elettori sono metaforicamente considerati dapprima topi poi serpenti, insomma animaletti non proprio connotati positivamente.

Altra implicazione della frase di Monti è che gli elettori votano sotto “ipnosi” sia pur di cotanto abile ‘imbonitore’ come tanti hanno definito Berlusconi e non per convinzione (o per esasperazione).

Chissà come il Professore pensa di agire per evitare a topi e serpenti di essere preda di incantatori e pifferai magici.

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