SANREMO 2013 E LA FIGURA RETORICA DELL'ANTITESI


Tutta l' edizione 2013 del Festival di Sanremo, in maniera consapevole o meno, è stata caratterizzata da una delle principali figure retoriche: l'antitesi. che prevede l'accostamento di due parole, frasi o concetti di significato opposto.

Alla ricchezza e addirittura opulenza dell'apparato visivo, fa contrasto il testo di alcune canzoni, quali ad esempio "l'Essenziale" di Marco Mengoni o "canzone mononota" dei Elio e le Storie Tese che si ispira a una idea di elementarietà, di basicità esistenziale e concettuale.

Alla presenza di giovani promesse della canzone italiana, hanno fatto da contrappeso le antiche glorie del Festival.

All'esplosione di voglia di vivere e divertirsi che è struttura stessa dell'evento, fa da contraltare, in antitesi, il significato di molte canzoni, che invece alludono alla morte, sia pur in modo ironico, come "Dannati Forever", di Elio e le Storie Tese,  "La prima volta che sono morto" di Simone Cristicchi  o "Se si potesse non morire" dei Modà.

Purtroppo, oltre alla struttura semionarrativa, anche la tragedia della morte del figlio di Franco Gatti, dei Ricchi e Poveri, ha determinato tale sensazione antitetica.

Una curiosa alternanza di pieno/vuoto, abbondante/essenziale, vecchio/nuovo, vita/morte che ha contribuito a rendere coinvolgente la manifestazione sanremese.
SANREMO 2013 E LA FIGURA RETORICA DELL'ANTITESI SANREMO 2013 E LA FIGURA RETORICA DELL'ANTITESI Reviewed by Polisemantica on sabato, febbraio 16, 2013 Rating: 5

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