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THE MASTER: QUANDO L'ANTITESI CONDUCE ALL'ALLEGORIA


La trama di The Master, il film del 2012 scritto e diretto da Paul Thomas Anderson, è stata parzialmente ispirata dal personaggio di Lafayette Ron Hubbard, fondatore di Scientology.

Rientra semioticamente nel solco dell'antitesi che ha ne "Il Settimo Sigillo" di Bergman, con la Morte contrapposta al Cavaliere, uno dei suoi capisaldi.

la celebre partita a scacchi con la morte, ne Il Settimo Sigillo di Bergman
Nel 1949 Freddie, un ragazzo alla deriva, dopo aver preso parte alla Seconda Guerra Mondiale ed esserne rimasto psicologicamente scosso, ritorna in America.

Cerca di affidarsi alle cure che l'esercito gli offre, ma le sue ossessioni sessuali risultano incurabili. Così inizia a dedicarsi all'alcol tanto che un giorno si trova su una nave, senza sapere come abbia fatto ad imbarcarvisi.

Così, in modo del tutto casuale, Freddie incontra Lancaster Dodd. La nave raccoglie infatti gli adepti di Dodd, che ha fondato un movimento denominato "la Causa", di cui è il carismatico capo spirituale.

I due protagonisti di The Master
Il giovane ex militare inizia a partecipare a qualche attività della setta e Lancaster cerca di usare un metodo di introspezione sperimentale su di lui, che sembra trarne giovamento. Da quel momento ha inizio un sodalizio che li vedrà percorrere insieme un lungo tratto di strada.

Egli diviene pian piano uno dei membri portanti della setta ma, a un certo punto e in maniera del tutto inaspettata, se ne separa. Dopo un breve distacco torna infine dal suo maestro ma, nonostante abbia la possibilità di rimanere, sceglierà di andarsene come suo solito, ricordando amaramente gli insegnamenti del culto.

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Il confronto che ne scaturisce vede contrapposte due personalità, una forte e una fragile, una dominante e una disposta a farsi dominare, una sicura di sé e l'altra smarrita e indifesa.

La dinamica che ne scaturisce (il messaggio), come accade nei casi più riusciti, non si ferma così al rapporto tra le due persone ma diventa allegoria delle insicurezze e fragilità
dell'intera nazione americana.


Riuscitissima anche la locandina che nello sdoppiamento dei volti ripresi in primo piano (già segno di introspezione psicologica) evidenzia come il dramma non sia individuale, ma replicabile su scala sociale.

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