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LE FUNZIONI DI BERLUSCONI RESISTONO ALLO SCORRERE DEL TEMPO


Per ogni "personaggio pubblico" risulta interessante osservare la linea comunicativa non solo con i consueti parametri tipici del mondo della comunicazione, ma anche mediante l'impiego di altri strumenti più raffinati, come ad esempio le funzioni di Jakobson.

Quando comunichiamo lo facciamo solitamente inviando una serie di messaggi. Tali messaggi vogliamo che siano interpretati dal nostro destinatario in base agli scopi, o meglio alle funzioni che essi devono sottintendere.

Ogni emittente utilizza, in maniera consapevole o inconsapevole, le funzioni a lei più congeniali.

Lo studioso Roman Jakobson ha individuato sei funzioni comunicative fondamentali:

  1. Referenziale
  2. Emotiva
  3. Fatica
  4. Conativa
  5. Metalinguistica
  6. Estetica.

Roman Jakobson
Proviamo a scoprire tali funzioni applicandole a un soggetto emittente per antonomasia: Silvio Berlusconi.

Berlusconi usa la funzione fatica. Cerca sempre di rimanere visibile, di restare in contatto, anche quando fa solo parlare di sé, dal gossip al recente utilizzo dei social.

Quadretto familiare sull'aereo privato: Pascale, Dudu e Berlusconi: la funzione fatica è assicurata
La funzione fatica di Berlusconi si è allargata a Facebook con la "trovata" del giocatore delle giovanili del Milan 
Berlusconi usa sempre, consapevolmente o meno, la funzione emotiva. Insomma è evidente che il personaggio lo si odia o lo si ama. Difficilmente riesce a suscitare indifferenza.

La funzione emotiva nello scontro "ravvicinato" tra Berlusconi e Santoro
Infine usa sempre più spesso quella conativa, con le sue repentine e mutevoli prese di posizione in campo politico (ma questa è una funzione che ritroviamo in molto suoi colleghi) e imprenditoriale.

La funzione conativa è ben rappresentata dal triangolo Berlusconi, Bertolaso e Marchini in relazione alla candidatura a sindaco di Roma per il 2016
Un altro esempio di funzione conativa di Berlusconi: il balletto di allenatori al Milan
Non pare che Berlusconi ami molto la funzione referenziale, quella che descrive la realtà delle cose, sia per le note vicissitudini, sia per il suo carattere sempre votato all'ottimismo.

Ha una personale visione di quella estetica, legata a tutto ciò che riguarda l'espressione di arte e bellezza, ma su questo preferiamo non pronunciarci...

La funzione estetica "applicata" in senso letterale alle statue di Marte e Venere volute da Berlusconi a Palazzo Chigi, ma con due aggiunte: il pene per il dio della guerra e la mano destra per la dea dell'amore.

2 commenti:

Zio Scriba ha detto...

eheh... nella mia ignoranza, la funzione conativa, unita alla foto, mi aveva fatto pensare ai... conati... :-))))

riguardo all'estetica, be', si sa che per amare l'Arte bisogna avere menti di un certo livello...

azz... sarò mica uno di quelli che lo odiano? :)
No, sinceramente non ci riesco, a odiarlo: mi dà soltanto un gran fastidio.

Cinzia Ligas e Fausto Crepaldi ha detto...

:)