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I CASCHI DI VALENTINO ROSSI: QUANDO IL CAMBIAMENTO È COSTANTE


C'era un tempo quando i piloti e i centauri mostravano orgogliosi, per tutta la loro carriera o quasi, la stessa "armatura".  Giacomo Agostini, Niki Lauda e molti altri sono stati identificabili come "eroi dello sport" anche per questa prerogativa.

Ma i tempi cambiano e con loro anche le nostre mode e le nostre abitudini. Un paio di scarpe o il layout di una pagina web sono superati nell'arco di una stagione.

E così il casco non è più solo un accessorio obbligatorio per la sicurezza, ma sempre più un vero fenomeno di moda e comunicazione. Un layout arricchito da aneddoti e dediche.

E così l'identità (dell'emittente) non si esplica più sulla costanza dell'apparenza, ma sulla sua variabilità (il che è corretto in quanto apparenza).

Questo apparente paradosso è diventato comune in tutti i processi di comunicazione e design.

Il buon Valentino Rossi ha ben compreso tale processo e ci propone sempre nuove e imprevedibili livree. Non solo: ha fatto scuola.

Solo che lui resta il prototipo mentre gli altri sono semplicemente stereotipi.