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L'ANTITESI DEI TESTI DIGITALI E CARTACEI E LA SCELTA DELL'ENCICLOPEDIA BRITANNICA


L'articolo di Paolo di Stefano apparso sul Corriere della Sera e intitolato "Limiti della Web Cultura", fa riflettere sul cambiamento avvenuto nella fruizione dei testi.
Si ragiona del concetto di forma/contenuto di desanctisiana memoria o se si preferisce, di messaggio che cambia a seconda del medium (citando il celebre motto di McLuhan).

Quali conseguenze si generano dal fatto che l'Enciclopedia Britannica abbia deciso di abbandonare la carta nel 2010 per continuare ad esistere solo su Web?

L'autore si interroga intelligentemente su come possa mai coesistere un testo destinato a essere verticale come un'enciclopedia (ovvero approfondito, strutturato, gerarchizzato) se inserito in un macrotesto come Internet che è per sua natura orizzontale (ovvero superficiale, modulare, organizzato per associazione mentale).

L'Enciclopedia Britannica Online nella versione 2015
Non possiamo che essere d'accordo con lui immaginando un poco felice esito di questo "connubio". 

L'approfondimento e la affidabilità che da sempre hanno connotato l'enciclopedia Britannica sono destinati a scomparire, mescolando i propri geni con quelli della Rete che tutto è tranne che una struttura organica, gerarchizzata, strutturata e verticale.

L'approfondimento non fa parte delle caratteristiche del Web dove tutto corre veloce, dove ogni cosa è concepita come un "mordi e fuggi", dove l'impegno più grande è quello di non affaticare né appesantire di troppe informazioni il lettore, dove gli argomenti sono "random" e i testi verbali, sempre meno impegnativi, non permettono all'internauta di meditare, interrogarsi, approfondire ulteriormente, almeno allo "stato dell'arte".

Forse queste due energie testuali antitetiche, l'Enciclopedia e la Rete, suo esatto contrario, sono destinate a integrarsi? Noi crediamo piuttosto che la seconda, più grande e vorace ingloberà, fagocitandola distrattamente, la prima.

Non resta che resistere con un buon volume cartaceo in mano. La Rete non potrà mai cannibalizzarci.

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