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I TARALLUCCI DEL MULINO BIANCO: PARTENDO DAL PRESUPPOSTO CHE...


Le presupposizioni sono conoscenze date per scontate nel destinatario, per semplificare la comunicazione e ridurre l'impiego di segni linguistici e paralinguistici.

Per esempio, in uno degli storici spot dei Tarallucci del Mulino Bianco (2008), la piccola protagonista esclama estasiata: "mmmh, buoni... sembrano fatti con le uova del nonno".



Naturalmente a tutti i destinatari è chiaro che si parla delle uova che producono le galline che il nonno ha in campagna (simbolo di genuinità e tradizione) e certamente non (come qualche goliarda ha illustrato con una salace vignetta) le uova direttamente prodotte dal nonno, come in questa simpatica vignetta.



È quindi chiaro che le presupposizioni, ottime per comunicare, diventano uno stratagemma, quando intese a rigore di termini, si vuole creare un testo umoristico...

L'importante è sapere quando e come usarle, per evitare che, accingendosi a inviare un messaggio ammantato di serietà non si rischi di creare, non volendo, una gag ridicola.

1 commenti:

Anonimo ha detto...

infatti, nello spot sembra che le uova cadano dal cielo. se si voleva creare emozione tanto valeva mostrare il nonno.