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L'IPERBOLE E LE ALTRE FIGURE RETORICHE



La figura retorica nasce nell'ambito della scrittura ed è un artificio letterario che ha lo scopo di rendere più avvincente, evocativa o comprensibile la lettura di un testo, mediante la composizione di frasi strutturate in modo tale da generare nella mente del lettore immagini o giochi di parole, o volto a creare un particolare effetto sonoro o di significato.

La figura retorica è quindi tecnicamente un’operazione che partendo da una proposizione qualsiasi, modifica alcuni elementi di tale proposizione.

Un gran numero di figure retoriche, pur nascendo nel contesto linguistico-letterario, sono state da sempre utilizzate con grande efficacia anche nei testi visivi.

Le figure retoriche sono uno degli stratagemmi comunicativi più utilizzati dalla pubblicità e si possono ritrovare anche nell'opera d’arte visiva.

Tra le più utilizzate nei testi figurativi o plastici abbiamo

  • la sineddoche
  • la metafora
  • l'allegoria
  • il climax
  • la similitudine
  • l'ossimoro
  • il calembour
  • l'iperbole

L'iperbole, per esempio, esagera, per eccesso o per difetto, un concetto sino inverosimile.

Un esempio calzante può essere “la settimana è trascorsa in un attimo”, oppure “hai impiegato un secolo ad arrivare!”.

Un esempio di iperbole visiva potrebbe essere una immagine di un uomo che con la sola forza delle braccia trascina un edificio, oppure un nuotatore che grazie al suo costume diventa il predatore di uno squalo, anziché preda, o ancora delle calzature per bambini così comode che non vengono levate nemmeno per andare a letto, farsi il bagnetto o partecipare alla lezione di danza classica.

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Cominciamo ad osservare che nel territorio di caccia di un bravo comunicatore la figura retorica è solo un esempio.

Ci sono anche le inferenze, le presupposizioni, l'uso degli archetipi, il quadrato semiotico, il modello attanziale, l'uso accorto di inquadrature e punti di vista, gli innumerevoli codici, simboli, icone, indici....

La nostra "selvaggina" è accorta e veloce.

Se vogliamo catturarla occorre imparare l'arte della caccia comunicativa.

4 commenti:

Anonimo ha detto...

Carissima Cinzia

molto bella l'immagine del comunicatore-cacciatore e del destinatario- selvaggina. Sbaglio o questa che hai usato è una metafora?

Angelo Gigli

Comunicazione Relazionale Polisemantica ha detto...

Esatto, complimenti...vedo che le tue "armi" comunicative non sono spuntate ;-)

Cordialità

Anonimo ha detto...

Non ho ancora capito la differenza fra metafora e allegoria....

Anonimo ha detto...

Il nome della celebre rock band "The Who" tra quali di queste figure retoriche può essere classificato?